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Il Tribunale di Bergamo, con ordinanza 7 febbraio 2021, si occupa di una peculiare vicenda in tema di espropriazione immobiliare (nella quale erano intervenuti altri creditori), risolvendo, all’esito della proposizione di un’opposizione esecutiva, il conflitto tra soggetti rivendicanti la proprietà del bene espropriato in base a titoli autonomi, trascritti in tempi diversi.
Le sezioni Unite della Corte di cassazione penale sono state investite di due nuove questioni, rimesse dalla sezione VI con le ordinanze n. 7021 e 8077 del 2021. Le questioni riguardano come debba essere qualificato il sequestro delle somme di denaro disponibili sui conti correnti bancari dell’indagato e la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa dal reato.
Il Tribunale di Napoli-nord, con sentenza 17 febbraio 2021, n. 467, si occupa delle particolari problematiche che riguardano la simulazione del contratto, con particolare riferimento al regime probatorio che caratterizza la relativa azione dichiarativa dell’inefficacia del contratto impugnato per tale ragione e le condizioni per la sua conversione in un contratto valido.
Il D.L. n. 44 del 1° aprile 2021 ha introdotto all’art. 3 una “causa di non punibilità” per i somministranti vaccini quando l’uso del vaccino è conforme alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio emesso dalle competenti autorità e alle circolari pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della Salute. Il presente contributo svolge un’analisi della novella normativa tentando una collocazione dell’istituto nella struttura della fattispecie.
Se una delle parti di un contratto internazionale (nella fattispecie, di distribuzione) presenta al Giudice italiano un’istanza di tutela in via cautelare o provvisoria (ex art. 700 c.p.c.) e tale Giudice italiano non sia competente a pronunciarsi nel merito, ad esempio a causa della sussistenza di una valida clausola di scelta del foro esclusivo a favore del Giudice di un altro Stato, la richiesta del ricorrente dovrà essere respinta in mancanza di indicazioni sul luogo di esecuzione delle misure richieste o di altri elementi di convincimento sul nesso di collegamento territoriale (arg. ex 35 Reg. Bruxelles I bis). È quanto stabilito dal Tribunale Bologna con ordinanza, 13 gennaio 2021.
In tema di lesioni personali colpose, la posizione di garanzia assunta dal detentore di un cane impone l’obbligo di controllare e di custodire l’animale adottando ogni cautela per evitare e prevenire le possibili aggressioni a terzi anche all’interno dell’abitazione, laddove la pericolosità del genere animale non è limitata esclusivamente ad animali feroci ma può sussistere anche in relazione ad animali domestici o di compagnia quali il cane, di regola mansueto così da obbligare il proprietario ad adottare tutte le cautele necessarie a prevenire le prevedibili reazioni dell’animale. A ciò si aggiunga che l’art. 672, c.p., collega il dovere di non lasciare libero l’animale o di custodirlo con le debite cautele al suo possesso, da intendere come detenzione anche solo materiale e di fatto, non essendo necessaria un rapporto di proprietà in senso civilistico (Cass. pen., Sez. IV, sentenza 15 aprile 2021, n. 14189).
Il Tribunale della Spezia, con sentenza depositata il 31 dicembre 2020, ha accertato l’inadeguatezza delle cure prestate a un cucciolo di cane da parte di una clinica veterinaria, condannandola a risarcire i danni subiti dai proprietari dell’animale e dalla loro figlia. La pronuncia offre l’occasione per fare il punto sulla giurisprudenza riguardante la discussa figura di pregiudizio non patrimoniale rappresentata dalla perdita di un’animale d’affezione.
Muovendosi nel solco già tracciato da sedimentato orientamento esegetico, con la sentenza in commento la Suprema Corte di Cassazione ha affermato che costituisce sempre abusivo esercizio della professione legale lo svolgimento dell’attività riservata al professionista iscritto nell’albo degli avvocati, anche nel caso in cui l’agente abbia fatto firmare l’atto tipico, da lui predisposto, da un legale abilitato, sul punto evidenziando che, diversamente opinando, risulterebbe vanificato il principio della generale riserva riferita alla professione in quanto tale, con correlativo tradimento dell’affidamento dei terzi, laddove fosse ritenuto sufficiente un siffatto banale escamotage per consentire ad un soggetto non abilitato di operare in un settore attribuito in via esclusiva a una determinata professione (Cassazione penale, sezione II, sentenza 18 gennaio 2021, n. 1931).
La Corte d’Appello Civile di Napoli, con la sentenza n. 3199 del 22 settembre 2020, affronta il tema relativo all’annullamento dell’atto di vendita stipulato dall’incapace naturale. In particolare, la pronuncia in questione si segnala per interesse in quanto tratta il rapporto fra il comma 1 e comma 2 dell’art. 428 c.c. con particolare riguardo al requisito del grave pregiudizio economico in danno dell’incapace che, come la consolidata giurisprudenza ritiene, diversamente da quanto opina parte della dottrina, non costituisce un elemento necessario per l’annullamento del contratto, ma può eventualmente rappresentare un sintomo rivelatore della malafede dell’altro contraente, unico requisito necessario a tal fine.
In tema di prova del pagamento, soltanto a fronte della comprovata esistenza di un pagamento avente efficacia estintiva, ossia puntualmente eseguito con riferimento ad un determinato credito, l’onere della prova viene nuovamente a gravare sul creditore il quale controdeduca che il pagamento deve imputarsi ad un credito diverso.
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