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Lo sfratto per morosità intimato in piena emergenza epidemiologica risulta contrario ai valori solidaristici ex articolo 2 della Costituzione. Ne consegue che, nell’ambito di un contratto di rent to buy, deve essere rigettata l’istanza di rilascio dell’immobile dal momento che l’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha precluso alla conduttrice di svolgere nei locali la prevista attività turistico-ricettiva, configurandosi tuttavia l’impossibilità sopravvenuta soltanto parziale. È quanto si legge nel provvedimento del Tribunale di Venezia del 30 settembre 2020.
Pubblicato sulla G.U. n. 279 del 9 novembre 2020, il D.L. 9 novembre 2020 n. 149. Nuovo intervento con decretazione d’urgenza sul settore giustizia, con l’introduzione di alcune limitate misure in materia di trattazione dei procedimenti penali in appello, rinvio dei giudizi penali, sospensione del corso della prescrizione, dei termini di fase delle misure cautelari e dei termini dei giudizi disciplinari a carico di magistrati.
Pronunciandosi su un ricorso proposto avverso la sentenza con cui la Corte d’appello aveva confermato la condanna inflitta ad un tifoso di una squadra di calcio per i reati di diffamazione ed istigazione a delinquere, per aver postato su Facebook alcuni messaggi di offesa alla reputazione di un calciatore della squadra, istigando anche i tifosi della medesima squadra di calcio, in cui la vittima aveva militato, a raggiungere casa di quest’ultimo e lì compiere in suo danno azioni delittuose, la Corte di Cassazione (sentenza 15 ottobre 2020, n. 28686) – nel disattendere la tesi difensiva, secondo cui sarebbero mancate le prove dell’uso del PC che era servito a postare i messaggi incriminati e dell’utilizzo del telefono cellulare della sorella dell’imputato proprio il giorno in cui egli si trovava presso il luogo di residenza della vittima – ha diversamente affermato, , quanto al primo punto, che non vi erano incertezze sull’attribuzione al reo dell’uso del PC (stante il rinvenimento nella memoria del PC, di materiale direttamente connesso al compimento delle condotte, senza che il reo avesse mai opposto di non averne la disponibilità), e, quanto al secondo punto, che dalla consultazione dei tabulati del traffico telefonico si era rilevato che il reo si trovava nella zona ove risiedeva la vittima, da cui aveva effettuato i collegamenti con il telefono cellulare intestato alla sorella.
L’errore compiuto dal giudice di merito nell’individuare la regola giuridica in base alla quale accertare la sussistenza del nesso causale tra fatto illecito ed evento è censurabile in sede di legittimità ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 3), cod. proc. civ.”; invece, l’eventuale errore nell’individuazione delle conseguenze che sono derivate dall’illecito, alla luce della regola giuridica applicata, costituisce una valutazione di fatto, come tale sottratta al sindacato di legittimità, se adeguatamente motivata”.
Qual è la situazione degli sfratti e quale quella delle esecuzioni mobiliari? Come è organizzata la richiesta di copie autentiche e copie esecutive? Scopriamo cosa accade presso il Foro di Torino cui dedichiamo il primo dei due appuntamenti di settimanali della nuova Rubrica pensata per tutti gli Avvocati che intendono intraprendere una qualsiasi attività giudiziaria nel settore civile presso un Foro diverso rispetto a quello di propria appartenenza.
In tema di reati contro la persona, il divieto di avvicinamento di cui all’art. 282-ter c.p.p. può essere esteso anche con riguardo a soggetti diversi dalla persona offesa, a condizione che siano indicate le specifiche ragioni che giustificano le aggiuntive limitazioni alla libertà di circolazione dell’obbligato, dovendosi contemperare le esigenze di tutela della vittima con quelle di salvaguardia dei rapporti esistenti tra i soggetti terzi e l’indagato (Cassazione penale, sezione V, sentenza 12 ottobre 2020, n. 28393).
Il MAE (mandato d’arresto europeo) si sostanzia nella richiesta di un’autorità giudiziaria di uno Stato membro dell’UE affinché si possa arrestare una persona in un altro Stato membro e consegnarla al primo Stato membro per l’esercizio dell’azione penale o dell’esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza privativa della libertà. Di norma, in base alla c.d. “regola della specialità” una persona non può essere sottoposta a un procedimento penale, condannata o altrimenti privata della libertà per eventuali reati anteriori alla consegna diversi da quello per cui è stata consegnata. Con la sentenza del 24 settembre 2020, causa C-195/20, la Corte di Giustizia ha chiarito che la regola della specialità non si applica nel caso in cui la persona ricercata abbia lasciato volontariamente lo Stato membro di emissione del primo MAE. I giudici Ue hanno precisato che deve esserci l’assenso delle “autorità dell’esecuzione” dello Stato membro che, sulla base del secondo MAE, ha consegnato la persona sottoposta a procedimento penale.
Breve sintesi delle ultimissime previsioni aggiunte a favore di imprese e lavoratori, ai sensi del Decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149 (il c.d. “D.L. Ristori-bis”) pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 9 novembre 2020, n. 279.
Di seguito l’articolo del Prof. Macario, pubblicato su I Contratti n. 5/2020, Ipsoa, Milano.

Come era facilmente prevedibile, il contenzioso provocato dagli effetti del Coronavirus – se non altro, quello più diffuso e con maggiore impatto sull’attività, inevitabilmente ridotta e disagiata, giurisdizionale nei nostri tribunali – ha riguardato, prioritariamente e massivamente, i rapporti di locazione e affitto, con particolare riferimento all’incidenza dei provvedimenti governativi per il contenimento del contagio sull’equilibrio delle prestazioni contrattuali, segnatamente sull’obbligo del conduttore/affittuario di pagare i canoni pattuiti, in presenza di un’oggettiva (imprevedibile, spesso grave e comunque inevitabile) crisi dell’attività economica.

Alla luce della modifica dell’art 495 c.p.c. deve ritenersi superato l’orientamento giurisprudenziale in virtù del quale si riteneva esistente, pur in assenza di un espresso disposto normativo, un obbligo giuridico di notificazione dell’ordinanza di vendita. È quanto si legge nel provvedimento del Tribunale di Torre Annunziata del 12 ottobre 2020.
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