Pronunciandosi sul ricorso proposto avverso la ordinanza con cui il tribunale del riesame aveva rigettato l’istanza volta a ottenere la declaratoria di inefficacia per decorrenza dei termini della misura cautelare ai sensi dell’art. 309, comma 10, c.p.p., la Corte di Cassazione (sentenza 21 ottobre 2020, n. 29208) – nel disattendere la tesi difensiva, secondo cui il rinvio d’ufficio dell’udienza fissata per la trattazione del riesame, nonostante la presenza del difensore, aveva fatto decorrere il termine perentorio di dieci giorni previsto dall’art. 309, comma 9, c.p.p., tra la trasmissione degli atti al Tribunale del riesame e la decisione del Collegio in ordine alla misura cautelare, con conseguente perdita di efficacia della misura, ai sensi dell’art. 309, comma 10, citato – ha infatti ribadito il principio secondo cui nel caso di presentazione di istanza di riesame di misura cautelare personale durante la vigenza della sospensione dei termini disposta dall’art. 83, d.l. 17 marzo 2020, n. 18, a causa della emergenza “coronavirus”, in assenza della richiesta di trattazione del procedimento da parte del detenuto o del suo difensore ai sensi del comma 3 dell’art. 83 cit., la fissazione dell’udienza può essere procrastinata a data successiva alla scadenza del termine di cui al comma 2 del medesimo articolo atteso che, in assenza dell’istanza difensiva, anche il termine di cui all’art. 309, comma 9, c.p.p. rimane sospeso.
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