Con la sentenza n. 20512/2020, la Prima Sezione della Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi dell’onere di motivazione che incombe sul tribunale di sorveglianza, in caso di revoca della semilibertà, per inidoneità del comportamento del condannato tenuto in esecuzione della misura alternativa. In linea con i suoi precedenti, la Prima Sezione ha affermato che, in caso di revoca, la motivazione deve dare conto di quelle condotte, che, per loro natura, siano state idonee a minare il rapporto di fiducia con gli organi del trattamento, tanto da giudicare negativamente l’esperimento.
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