Di seguito l’articolo del Dott. Celeste, pubblicato in Immobili e proprietà, n. 11/2020, Ipsoa, Milano.
A seguito di tre tentativi non andati a buon fine, in sede di conversione di altrettanti Decreti-legge emanati nell’àmbito della (variegata e alluvionale) normativa c.d. emergenziale dovuta al diffondersi della pandemia da Covid-19, e dopo che, per le analoghe fattispecie delle società, si era, fin da sùbito, stabilita una disciplina alquanto dettagliata, vede finalmente la luce, in materia condominiale, la possibilità di svolgimento dell’assemblea in videoconferenza; tuttavia, la norma che la prevede, ossia l’art. 66, commi 3 e 6, disp. att. c.c., come modificato dalla L. n. 126/2010 – pubblicata nella G.U. n. 253 del 13 ottobre 2020 – si rivela alquanto stringata, lasciando il non agevole compito agli interpreti di colmare le relative lacune e agli operatori pratici di risolvere le criticità quotidiane con spirito di buon senso e ragionevolezza, al fine di evitare strumentali impugnazioni delle delibere adottate con tale modalità.
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