Articoli

Il Tribunale di Bergamo, con ordinanza 7 febbraio 2021, si occupa di una peculiare vicenda in tema di espropriazione immobiliare (nella quale erano intervenuti altri creditori), risolvendo, all’esito della proposizione di un’opposizione esecutiva, il conflitto tra soggetti rivendicanti la proprietà del bene espropriato in base a titoli autonomi, trascritti in tempi diversi.
Il Tribunale di Napoli-nord, con sentenza 17 febbraio 2021, n. 467, si occupa delle particolari problematiche che riguardano la simulazione del contratto, con particolare riferimento al regime probatorio che caratterizza la relativa azione dichiarativa dell’inefficacia del contratto impugnato per tale ragione e le condizioni per la sua conversione in un contratto valido.
Se una delle parti di un contratto internazionale (nella fattispecie, di distribuzione) presenta al Giudice italiano un’istanza di tutela in via cautelare o provvisoria (ex art. 700 c.p.c.) e tale Giudice italiano non sia competente a pronunciarsi nel merito, ad esempio a causa della sussistenza di una valida clausola di scelta del foro esclusivo a favore del Giudice di un altro Stato, la richiesta del ricorrente dovrà essere respinta in mancanza di indicazioni sul luogo di esecuzione delle misure richieste o di altri elementi di convincimento sul nesso di collegamento territoriale (arg. ex 35 Reg. Bruxelles I bis). È quanto stabilito dal Tribunale Bologna con ordinanza, 13 gennaio 2021.
Il Tribunale della Spezia, con sentenza depositata il 31 dicembre 2020, ha accertato l’inadeguatezza delle cure prestate a un cucciolo di cane da parte di una clinica veterinaria, condannandola a risarcire i danni subiti dai proprietari dell’animale e dalla loro figlia. La pronuncia offre l’occasione per fare il punto sulla giurisprudenza riguardante la discussa figura di pregiudizio non patrimoniale rappresentata dalla perdita di un’animale d’affezione.
La Corte d’Appello Civile di Napoli, con la sentenza n. 3199 del 22 settembre 2020, affronta il tema relativo all’annullamento dell’atto di vendita stipulato dall’incapace naturale. In particolare, la pronuncia in questione si segnala per interesse in quanto tratta il rapporto fra il comma 1 e comma 2 dell’art. 428 c.c. con particolare riguardo al requisito del grave pregiudizio economico in danno dell’incapace che, come la consolidata giurisprudenza ritiene, diversamente da quanto opina parte della dottrina, non costituisce un elemento necessario per l’annullamento del contratto, ma può eventualmente rappresentare un sintomo rivelatore della malafede dell’altro contraente, unico requisito necessario a tal fine.
In tema di prova del pagamento, soltanto a fronte della comprovata esistenza di un pagamento avente efficacia estintiva, ossia puntualmente eseguito con riferimento ad un determinato credito, l’onere della prova viene nuovamente a gravare sul creditore il quale controdeduca che il pagamento deve imputarsi ad un credito diverso.
Di seguito l’articolo del Prof. Franzoni, pubblicato su Danno e Responsabilità n. 6/2020, Ipsoa, Milano.

L’editoriale esamina l’andamento della responsabilità civile nell’arco di circa settant’anni. Ricorda le ragioni per le quali dagli anni ’60 fino ai giorni nostri ha visto costantemente incrementare il contenzioso e l’ammontare qualitativo e quantitativo dei risarcimenti. Segnala che negli anni dieci di questo millennio molti interpreti hanno incominciato a chiedersi se sia necessario calmierare questa tendenza, per rendere il sistema compatibile con una pluralità di esigenze, anche di carattere assicurativo. La storia recente dimostra che la flessione che si è registrata negli ultimi tempi non è influenzata in modi significativo dalle vicende legate al Covid 19.

L’amministratore di condominio, nella gestione degli impianti comuni durante l’emergenza sanitaria da Covid 19, si trova a dover fronteggiare situazioni emergenziali, soprattutto di carattere sanitario, tra disposizioni normative d’urgenza (i c.d. DPCM) e gli obblighi discendenti dal proprio contratto di mandato.
La facoltà dell’avvocato di astensione dalla testimonianza in giudizio presuppone la sussistenza di un requisito soggettivo e di un requisito oggettivo. Il primo, riferito alla condizione di avvocato di chi é chiamato a testimoniare, consiste nell’essere la persona professionalmente abilitata ad assumere la difesa della parte in giudizio. Il secondo requisito è riferito all’oggetto della deposizione, che deve concernere circostanze conosciute per ragione del proprio ministero difensivo o dell’attività professionale, situazione questa che può essere oggetto di verifica da parte del giudice. È quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione del 3 dicembre 2020, n. 27703.
Il Giudice di Pace di Cosenza, sentenza 30 settembre 2020, si pronuncia sull’applicazione dell’art. 135 del codice delle assicurazioni private dlgs 209/2005 offrendo una chiave interpretativa della norma nel sistema della prova dei sinistri stradali.
Call Now Button