Di seguito l’articolo del Dott. Celeste, pubblicato in Immobili & proprietà n. 1/2021, Ipsoa, Milano.

Tra le pieghe dell’alluvionale normativa emergenziale – principale e secondaria – di questo (nefasto) 2020, si registra un intervento in tema di barriere architettoniche, e segnatamente il c.d. Decreto semplificazioni. Si potrebbe rimproverare al patrio legislatore di non essere stato più coraggioso, ripristinando quel quorum agevolato contemplato nella disciplina di settore (L. n. 13/1989), prima della (infausta) modifica in peius della riforma del condominio (L. n. 220/2020), in modo sì da … semplificare la mobilità dei soggetti portatori di handicap all’interno dell’edificio urbano, ma considerare comunque recessivo l’elemento estetico rispetto alla realizzazione di opere antibarriera è già un piccolo passo avanti. L’aver, poi, ricondotto nell’alveo (più rassicurante) dell’art. 1102 c.c. l’iniziativa del singolo appare un chiarimento forse inutile, mentre nessuno si sognava di definire “voluttuarie” le decisioni dell’assemblea dei condomini.

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