Il Tribunale di Civitavecchia, con sentenza del 20 ottobre 2020, n. 2446 ha sostenuto, in contrasto con la giurisprudenza di legittimità sul punto, che la notifica di decreto ingiuntivo per la riscossione di contributi condominiali è idonea a soddisfare l’onere di comunicazione del verbale agli assenti ex art. 1137 c.c.
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Il Tribunale di Campobasso, ordinanza 29 settembre 2020, n. 5435, ha confermato che il ricorso ex art. 696 bis c.p.c. in materia di responsabilità sanitaria possa essere ammesso anche nei casi in cui si contesti l’an debeatur e non solo quando sia in discussione il quantum. Inoltre, il ricorrente può anche citare direttamente la compagnia assicurativa (o chiedere che tale adempimento venga azionato dall’Azienda Ospedaliera) pur in assenza dei decreti attuativi in quanto il comma 4 dell’art. 8 della legge Gelli-Bianco prevede come obbligatoria la partecipazione al procedimento di consulenza tecnica preventiva da parte di tutte le parti anche al fine di non pregiudicare la funzione deflattiva e conciliativa del suddetto procedimento ed evitare di pregiudicare i diritti della compagnia senza aver avuto la possibilità di partecipare al giudizio.
Secondo la Cassazione, sentenza 29 ottobre 2020, n. 23958, l’art. 182, comma 2, c.p.c. nella formulazione introdotta dall’art. 46, comma 2, della legge n. 69 del 2009 (da ritenersi applicabile anche nel giudizio di appello), secondo cui il giudice che accerti un difetto di rappresentanza, assistenza o autorizzazione è tenuto a consentirne la sanatoria, assegnando un termine alla parte che non vi abbia provveduto di sua iniziativa, con effetti “ex tunc”, senza il limite delle preclusioni derivanti dalle decadenze processuali, trova applicazione anche qualora la procura manchi del tutto oltre che quando essa sia inficiata da un vizio che ne determini la nullità, restando, perciò, al riguardo irrilevante la distinzione tra nullità e inesistenza della stessa.
In tema di opposizione a decreto ingiuntivo per il pagamento di diritti ed onorari di avvocato o procuratore, la contestazione comunque mossa dell’opponente circa la pretesa fatta valere dall’opposto sulla base della parcella corredata dal parere del Consiglio dell’Ordine non deve avere carattere specifico, potendo essere anche generica, risultando comunque idonea ad investire il giudice del potere-dovere di dar corso alla verifica della fondatezza della contestazione e, correlativamente, a determinare l’onere probatorio a carico del professionista in ordine all’attività svolta e alla corretta applicazione della tariffa. É quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione del 30 ottobre 2020, n. 24120 .
Accesso contingentato in Cassazione e dal Giudice di Pace, libero, invece, al Settore Penale del Tribunale e della Corte d’Appello, previa misurazione della temperatura corporea. Prenotazione richiesta per l’accesso al settore civile. Non è però possibile “prenotare” alcuna udienza. Queste sono solo alcune delle numerose regole da seguire presso il Foro di Roma cui dedichiamo questa terza “puntata” dello Speciale “Covid 19 e Tribunali: istruzioni per l’uso”.
Con l’ordinanza del 24 settembre 2020, il Tribunale di Milano ha escluso la sussistenza della giurisdizione italiana per l’emanazione di un provvedimento cautelare, volto a inibire la violazione del patto di esclusiva contenuto in un contratto di distribuzione che riserva la cognizione delle controversie a un foro tedesco. La pronuncia offre lo spunto per analizzare il condivisibile approccio interpretativo che si sta consolidando con riferimento all’art. 35 del Regolamento UE 1215/2012.
Secondo la Cassazione, ordinanza 3 novembre 2020, n. 24270, nel caso in cui l’illecito contrattuale consista nell’inadempimento del mandato di difesa in un ambito giudiziario, si ha la certezza del conseguente danno soltanto quando si forma il giudicato del processo, per cui solo a partire dalla formazione di tale giudicato decorre la prescrizione del diritto risarcitorio ai sensi dell’articolo 2935 c.c.
Nel caso in cui venga allegata la violazione del diritto all’autodeterminazione, l’onere allegatorio del danneggiato non può ritenersi esaurito, in quanto, escluso qualsiasi esonero fondato sul danno in re ipsa (non essendo dato confondere la lesione del diritto, con le conseguenze pregiudizievoli che in concreto da esso derivano) è indispensabile allegare specificamente quali altri pregiudizi diversi dal danno alla salute eventualmente derivato, il danneggiato abbia subito. È quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione del 4 novembre 2020, n. 24471.
Per le iscrizioni a ruolo sono ammessi i pagamenti di contributi e diritti con marche da bollo? In Tribunale ed in Corte d’Appello non sono ammessi. Almeno fino al 31 dicembre 2020 sarà ammesso esclusivamente il pagamento telematico tramite il sistema PagoPA. È, invece, ammesso da Giudice di Pace. Questo è quanto accade presso il Foro di Napoli cui dedichiamo questo quarto appuntamento dello Speciale “Covid e Tribunali: istruzioni per l’uso”.
La Corte d’Appello di Venezia, sentenza 25 settembre 2020, n. 2496, respinge l’appello proposto da un automobilista incorso in un sinistro causato, a suo dire, dalla presenza di ghiaccio sul fondo stradale. È vero che l’ente proprietario della strada deve esercitare il potere/dovere di custodia, ma la condotta di guida dell’automobilista danneggiato viene considerata così negligente da configurare la prova del caso fortuito.
