Pronunciandosi sul ricorso proposto avverso la ordinanza con cui il tribunale, in funzione di giudice dell’esecuzione, aveva revocato il beneficio della sospensione condizionale della pena concessa ad uno straniero con una sentenza di condanna irrevocabile, la Corte di Cassazione (sentenza 13 novembre 2020, n. 31999) – nel rigettare la tesi difensiva, secondo cui il provvedimento doveva considerarsi illegittimo in quanto la difesa aveva prodotto un impedimento assoluto a partecipare all’udienza per gravi ragioni di salute documentate da certificazione medica attestante gravidanza con altissimo rischio in considerazione della minaccia di aborto con prescrizione di riposo assoluto e di astensione da attività lavorativa prima della data di inizio del periodo obbligatorio pre parto – ha invece affermato che è ben vero che anche il difensore impedito da uno stato gravidanza implicante rischi per la salute della madre o del nascituro, tenuto conto, in particolare, della prossimità della data del parto, non ha l’obbligo di nominare un sostituto, purtuttavia è necessario che la protrazione di questa sua particolare condizione o il suo aggravamento costituiscano eventi improvvisi e imprevedibili e sia in concreto possibile la nomina di un sostituto processuale in grado di assicurare all’assistito un’adeguata difesa.
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