Pronunciandosi sul ricorso proposto avverso la sentenza con cui il giudice di pace aveva prosciolto un imputato da un reato procedibile a querela, ritenendo invalido l’atto di querela presentato da un soggetto non legittimato, pur se ratificato tempestivamente dal titolare del diritto di querela, la Corte di Cassazione (sentenza 9 dicembre 2020, n. 35023) – nell’accogliere la tesi sostenuta dal Procuratore Generale, che aveva proposto ricorso per cassazione, secondo cui vi era rituale querela in atti, avendo la p.o. tempestivamente e ritualmente ratificato il contenuto della querela in origine proposta dal figlio – ha infatti ribadito il principio secondo cui la querela, tempestivamente e ritualmente presentata da soggetto non legittimato nell’interesse del soggetto legittimato, ha piena efficacia se successivamente sia intervenuta la ratifica da parte del soggetto legittimato, che opera ex tunc.
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