La tentata frode in commercio (artt. 56 e 515 c.p.) esaminata muovendo da un caso (Cass. pen. sez. III, n. 35183 del 10 dicembre 2020) in cui migliaia di mascherine, rinvenute in uno sgabuzzino di una SRL, presentavano, all’esterno della confezione, un foglietto illustrativo con la dicitura “mascherina facciale filtrante delle vie respiratorie ad uso dispositivo di protezione individuale”; foglietto che invece sul retro, visibile solo dopo l’apertura della confezione, precisava che la mascherina non era provvista di marchio CE e non era un presidio medico.
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