L’accesso alla cancelleria del Tribunale e del Giudice di Pace di Cagliari può avvenire previa prenotazione alla cancelleria dell’Ufficio interessato. In tale prenotazione, che può anche avere ad oggetto più di un’attività, bisogna precisare: per quale o quali fascicoli si chiede l’accesso; per quali attività. Va scelto uno slot orario tra quelli liberi e bisogna presentarsi nella finestra assegnata. Per la maggior parte delle cancellerie il tempo di attesa varia da qualche giorno ad una settimana. L’accesso alla cancelleria della Corte d’Appello è consentito previa fissazione di un appuntamento con l’Ufficio di interesse. Questo è quanto accade presso il Foro di Cagliari cui dedichiamo quest’ultimo appuntamento della Rubrica “Covid e Tribunali: Istruzioni per l’uso”.
Il termine perentorio di trenta giorni, accordato al creditore per l’opposizione contro la sentenza che sia intervenuta fra il debitore ed un terzo e sia effetto di dolo o collusione in suo danno, decorre dalla scoperta di detto dolo o collusione, scoperta che deve peraltro essere effettiva e completa, e che, ove avvenga per gradi, può dirsi completata solo quando il creditore abbia acquisito la ragionevole certezza – non essendo sufficiente il mero sospetto – del fatto che detto dolo e/o collusione vi sono stati ed hanno ingannato il giudice, determinando statuizioni diverse da quelle che sarebbero state adottate a conclusione di un dibattito corretto. A confermarlo è la Cassazione con ordinanza dell’11 dicembre 2020, n. 28311.
Con la sentenza in rassegna la Corte di appello di Palermo ha affrontato e risolto una questione non ricorrente in generale in ambito contrattuale e, al contempo, delicata rispetto al soddisfacimento della necessità pratica, ma non meno essenziale, del promissario acquirente nella specifica fattispecie. In particolare, riconfermando il principio generale che consente la risoluzione del contratto preliminare di compravendita di cosa risultata parzialmente di proprietà altrui solo quando l’utilizzo di tale parte risulti essenziale, ha ritenuto che tale essenzialità può essere ricondotta anche alla necessità di fruire di uno spazio esterno per il ricovero di un animale di affezione.
Ai fini della liquidazione degli onorari professionali dovuti dal cliente in favore dell’avvocato, nel caso di transazione di una causa introdotta con domanda di valore determinato e, pertanto, non presunto in base ai criteri fissati dal codice di procedura civile, il valore della causa si determina avendo riguardo soltanto a quanto specificato nella domanda. A confermarlo è la Cassazione con ordinanza 16 dicembre 2020, n. 28830.
Con l’ordinanza n. 269 del 2020 il Giudice delle leggi ha rispettivamente dichiarato la manifesta inammissibilità e disposto la restituzione degli atti ai rimettenti per la valutazione della persistente rilevanza, in ordine alle questioni di legittimità costituzionale sollevate, in riferimento agli artt. 3, 32, 77 e 97 Cost., dell’art. 83, comma 7, lett. f), del d.l. 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, nella legge 24 aprile 2020, n. 27, come modificato dall’art. 3, comma 1, lett. c), del d.l. 30 aprile 2020, n. 28, nel testo anteriore alle modifiche apportate, in sede di conversione, dalla legge 25 giugno 2020, n. 70, nella parte in cui prevedeva che lo svolgimento mediante collegamento da remoto dell’udienza civile, che non avesse richiesto la presenza di soggetti diversi dai difensori, dalle parti e dagli ausiliari del giudice, doveva in ogni caso avvenire con la presenza del giudice nell’ufficio giudiziario, poiché nel primo caso il rimettente ha già fatto applicazione della norma censurata mentre, con riferimento agli altri due casi, in cui le censure sono state sollevate rispetto ad udienze da svolgersi, la normativa sopravvenuta prevede che anche il collegamento del giudice possa avvenire da un luogo diverso dall’ufficio giudiziario.
La Suprema Corte, nell’interpretare il tredicesimo comma dell’art. 35-bis D.Lgs. n. 25/08, ha registrato un contrasto giurisprudenziale e, ritenendo di aderire all’orientamento in base al quale, in caso di ricorso per cassazione del richiedente la protezione internazionale, è richiesto al difensore di certificare anche la data di rilascio della procura, ha rimesso la questione al Presidente per eventuale assegnazione alle S.U.
Il Tribunale di Mantova, sentenza 9 ottobre 2020, n. 507, ha rigettato il reclamo ex art. 630 c.p.c. proposto avverso l’estinzione di una procedura esecutiva immobiliare dichiarata in conseguenza dell’omesso tempestivo deposito della documentazione ipocatastale; in particolare, i giudici hanno escluso che, nel caso di specie, potesse utilmente operare la sospensione per il compimento di atti processuali disposta dal d.l. “Cura Italia”, essendo piuttosto onere della parte di richiedere un provvedimento di rimessione in termini ex art. 153 c.p.c.
Nel caso di occupazione illegittima di un immobile il danno subito dal proprietario non può ritenersi sussistente in re ipsa, atteso che tale concetto giunge ad identificare il danno con l’evento dannoso ed a configurare un vero e proprio danno punitivo, quando invece quel che rileva ai fini risarcitori è il danno-conseguenza, che deve essere allegato e provato.
Anche gli Avvocati, dal 2021, potranno utilizzare i crediti vantati nei confronti dell’Erario per il pagamento dei contributi dovuti all’Ente Previdenziale.
Osta all’accoglimento dell’istanza di immediato rilascio del bene la normativa in tema di valutazione dell’emergenza sanitaria legata alla chiusura dell’attività esercitata nel fondo commerciale, soprattutto se lo sfratto sia stato preceduto da una richiesta di riduzione del canone e se dopo lo sfratto vi sia stato un parziale pagamento. È quanto stabilito dal provvedimento del Tribunale di Trani dell’1 settembre 2020.
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