L’errore sulle generalità del destinatario di un atto è causa di nullità della notificazione solo nel caso in cui sia tale da determinare incertezza assoluta sulla persona cui la notificazione è diretta. La conferma arriva dalla Cassazione con ordinanza 3 dicembre 2020, n. 27607.
La consulenza di parte, ancorché confermata sotto il vincolo del giuramento, costituisce una semplice allegazione difensiva di carattere tecnico, priva di autonomo valore probatorio, con la conseguenza che il giudice di merito, ove di contrario avviso, non è tenuto ad analizzarne e a confutarne il contenuto, quando ponga a base del proprio convincimento considerazioni con essa incompatibili e conformi al parere del proprio consulente. È quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione del 30 novembre 2020, n. 27297.
Il dispositivo “start assist” non rende il veicolo qualificabile come ciclomotore e, quindi, lo stesso non è soggetto alle norme del cds per la circolazione dei ciclomotori, in quanto il predetto mezzo può al più raggiungere una velocità massima di 6 KM/h. Pertanto, è annullabile, per violazione e falsa applicazione dell’art. 1 comma 1 lett. b) del D.M. 31.01.2003, il verbale che, nel qualificare come ciclomotore la bicicletta a pedalata assistita, ritenga tale veicolo un mezzo soggetto alle norme del codice della strada e, quindi, passibile di sanzione amministrativa. È quanto si legge nella sentenza del Tribunale di Palermo del 29 settembre 2020, n. 2881.
Con riferimento alla locazione di immobile, che comporta il trasferimento della disponibilità della cosa locata e delle sue pertinenze, pur configurandosi ordinariamente l’obbligo di custodia del bene locato in capo al conduttore, dal quale deriva altresì la responsabilità a suo carico – salva quella solidale con altri soggetti ai quali la custodia faccia capo in quanto aventi pari titolo o titoli diversi che importino la coesistenza di poteri di gestione e di ingerenza sul bene – ai sensi del suddetto art. 2051 c.c. per i danni arrecati a terzi dalle parti ed accessori del bene locato, tuttavia rimane in capo al proprietario la responsabilità per i danni arrecati dalle strutture murarie e dagli impianti in esse conglobati, delle quali conserva la disponibilità giuridica e, quindi, la custodia. É quanto stabilito dalla Cassazione con ordinanza 10 dicembre 2020, n. 28197.
La recentissima sentenza della Corte di cassazione n. 25164 del 10 novembre 2020, come ormai noto, è ritornata su alcuni importanti profili della liquidazione del danno non patrimoniale conseguente alla lesione dell’integrità psico-fisica della persona. I primi commenti hanno evidenziato e variamente valutato i punti fermi e le principali questioni ancora aperte, su cui dunque non ci si soffermerà in questa sede: l’autonomia liquidatoria del danno morale, le problematiche di prova del danno morale, la natura eccezionale delle circostanze in presenza delle quali può procedersi alla liquidazione della personalizzazione del danno alla salute, la necessità di scorporare la componente del danno morale dalla liquidazione del danno effettuata sulla base delle Tabelle milanesi quando quella non sia dovuta, per menzionare solo le principali. Le presenti riflessioni mirano a porre l’attenzione su due conseguenze collaterali di quanto statuito dalla menzionata sentenza della Corte. Una a proposito della liquidazione del danno morale nei casi di lesione di diritti fondamentali della persona diversi dalla salute, e l’altra con riferimento alle ricadute assicurative e di sostenibilità del sistema di risarcimento del danno.
La rivista Danno e responsabilità ti invita il 18 dicembre 2020 al webinar gratuito “Presente e futuro delle tabelle sul danno alla persona a valle degli interventi della Corte di Cassazione” sul tema della misura dei risarcimenti del danno alla persona dopo la sentenza della Cassazione n. 25164/2020. L’evento è stato accreditato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pisa per n. 2 crediti formativi. Per informazioni clicca qui
La procedura inerente all’ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari (OESC) di cui al Reg. UE 655/2014 è stata oggetto di alcuni adeguamenti del diritto interno mediante d.lgs. 26 ottobre 2020, n. 152, entrato in vigore il 1° dicembre 2020. In estrema sintesi il d.lgs.: 1) fa riferimento all’art. 492 bis c.p.c. e all’art. 155 quinquies disp. att. c.p.c. per la ricerca telematica di informazioni sui conti bancari del debitore; 2) rinvia alle forme del sequestro/pignoramento presso terzi per l’esecuzione dell’OESC; 3) individua gli uffici giudiziari competenti per l’emanazione dell’OESC, per l’esecuzione e per gli inerenti rimedi, disciplinando le forme dei mezzi di ricorso; 4) prevede l’obbligatorietà dell’assistenza del difensore nei procedimenti relativi ai mezzi di ricorso disciplinati nel Reg. 655/2014.
Sia ai fini della decisione circa la fondatezza della domanda di risoluzione ex art. 1453 c.c., sia ai fini della decisione circa la fondatezza della domanda di accertamento della legittimità del recesso ex art. 1385 c.c., in caso di inadempienze reciproche, si impone un giudizio di comparazione in ordine ai comportamenti delle parti, allo scopo di stabilire quale di esse si sia resa responsabile delle trasgressioni che, per numero o per gravità ovvero per entrambe le cause, si rivelino idonee a turbare il sinallagma contrattuale.
Nell’ipotesi in cui un veicolo munito di carta di circolazione, regolarmente targato e quindi coperto dalla ordinaria assicurazione della responsabilità civile, venga posto in circolazione con l’apposizione di una targa prova, sovrapposta a quella ordinaria, troverà applicazione la garanzia del veicolo. È quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione del 14 dicembre 2020, n. 28433.
L’accesso alla cancelleria del Tribunale e del Giudice di Pace di Cagliari può avvenire previa prenotazione alla cancelleria dell’Ufficio interessato. In tale prenotazione, che può anche avere ad oggetto più di un’attività, bisogna precisare: per quale o quali fascicoli si chiede l’accesso; per quali attività. Va scelto uno slot orario tra quelli liberi e bisogna presentarsi nella finestra assegnata. Per la maggior parte delle cancellerie il tempo di attesa varia da qualche giorno ad una settimana. L’accesso alla cancelleria della Corte d’Appello è consentito previa fissazione di un appuntamento con l’Ufficio di interesse. Questo è quanto accade presso il Foro di Cagliari cui dedichiamo quest’ultimo appuntamento della Rubrica “Covid e Tribunali: Istruzioni per l’uso”.
Il termine perentorio di trenta giorni, accordato al creditore per l’opposizione contro la sentenza che sia intervenuta fra il debitore ed un terzo e sia effetto di dolo o collusione in suo danno, decorre dalla scoperta di detto dolo o collusione, scoperta che deve peraltro essere effettiva e completa, e che, ove avvenga per gradi, può dirsi completata solo quando il creditore abbia acquisito la ragionevole certezza – non essendo sufficiente il mero sospetto – del fatto che detto dolo e/o collusione vi sono stati ed hanno ingannato il giudice, determinando statuizioni diverse da quelle che sarebbero state adottate a conclusione di un dibattito corretto. A confermarlo è la Cassazione con ordinanza dell’11 dicembre 2020, n. 28311.
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