Pronunciandosi su un caso “croato” in cui si discuteva della legittimità della decisione dell’autorità giudiziaria penale che aveva respinto la richiesta di “bis in idem” avanzata dal ricorrente, per essere stato condannato penalmente per aver causato un incidente dovuto alla velocità eccessiva, condotta per la quale era già stato sanzionato amministrativamente, la Corte EDU ha escluso, all’unanimità (sentenza 8 ottobre 2020 n. 67334/13), la violazione dell’articolo 4 del protocollo n. 7 (diritto a non essere processato e punto due volte), della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Il caso era stato originato dalla denuncia del ricorrente secondo cui egli era stato processato e punito due volte per il medesimo fatto, afferente alla violazione della norma in tema di circolazione stradale. In particolare, egli era stato sanzionato per la prima volta all’esito di un procedimento riguardante l’infrazione per eccesso di velocità e, successivamente, condannato all’esito di un procedimento penale che era stato avviato nei suoi confronti per aver provocato un incidente stradale mortale. Gli era stata inflitta una multa nel primo procedimento ed era stato invece condannato alla pena della reclusione nel secondo procedimento. Secondo la Corte, gli obiettivi della sanzione, sulla cui base erano indirizzati i diversi aspetti della stessa condotta, dovevano essere considerati nel loro complesso. Nel caso del ricorrente, tali obiettivi erano stati realizzati attraverso due procedimenti complementari, sufficientemente collegati nella sostanza e cronologicamente, così da poter essere considerati come parte di un sistema integrato di sanzioni ai sensi della legge croata in caso di mancato rispetto delle norme della sicurezza nella circolazione stradale la cui violazione, di conseguenza, aveva causato un incidente mortale. La Corte di Strasburgo, pertanto, non ha riscontrato alcun abuso del diritto dello Stato di infliggere una doppia sanzione nei confronti del ricorrente. Né era possibile concludere che il ricorrente avesse subito alcun pregiudizio sproporzionato risultante dalla duplicazione dei procedimenti e delle sanzioni.
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