Con questo articolo, ci si focalizza sul retaggio di common law nelle ex colonie, in particolare a Hong Kong, già al centro dell’attenzione globale per via delle proteste, prima pacifiche e poi sfociate in violente occupazioni delle università, contro una legge sull’estradizione in Cina, nonché in India a seguito della soluzione giudiziaria di una pluridecennale vertenza sulla proprietà (e sul diritto di ricostruire l’edificio di culto) di un terreno conteso tra indù e musulmani.
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In caso di condanna alla consegna di beni mobili di cui il debitore abbia perduto la disponibilità, il diritto del creditore ad ottenere il pagamento dell’equivalente monetario dei suddetti beni – non più consegnabili dall’obbligato – va fatto valere in un nuovo processo di cognizione che ne accerti la effettiva sussistenza e che in concreto ne liquidi l’importo, non potendo essere azionato direttamente in via esecutiva sulla base del semplice titolo di condanna alla consegna, di per sé non idoneo a fondare l’esecuzione per espropriazione ma solo quella di cui agli artt. 605 e ss c.p.c. È quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione con ordinanza 18 dicembre 2019, n. 33273.
Il Tribunale di Taranto, chiamato a decidere sulla nullità di una polizza c.d. unit linked per carenza del requisito della forma scritta richiesto dall’art. 23 del D.Lgs. n. 58 del 1998 (T.U.F.), dopo aver ricondotto il contratto in questione nell’ambito dei contratti finanziari e non assicurativi, ha escluso che i documenti prodotti in giudizio, fra i quali vi era il c.d. certificato assicurativo, potessero considerarsi equipollenti del contratto quadro, precisando che quest’ultimo si caratterizza per il fatto di contenere una serie di informazioni utili per permettere al cliente di avere conoscenza, fra le altre cose, del tipo di investimento fatto e dei relativi rischi, elementi assenti nei documenti prodotti.
